"Poche aree politiche stanno ricevendo tanta attenzione in Canada quanto quella degli alloggi. Questo non sorprende, dato che il Canada ha il più grande divario tra i prezzi delle case e i redditi tra i Paesi del G7 e gli affitti continuano ad aumentare nella maggior parte delle città. Poiché l'erosione dell'accessibilità abitativa si è estesa a più parti del Canada, le richieste di soluzioni politiche sono cresciute al di là delle giurisdizioni locali, spingendo i decisori federali ad agire.
In primo luogo, questo saggio offre una diagnosi del problema: un ampio e crescente squilibrio tra domanda e offerta di alloggi. In secondo luogo, discute le politiche federali che influenzano la domanda abitativa, esortando a migliorare il coordinamento e la moderazione in presenza di condizioni di offerta limitate. In terzo luogo, vengono discusse le opzioni meno dirette del governo federale, ma comunque importanti, per migliorare l'offerta di alloggi.
Le leve federali più dirette riguardano la domanda di alloggi. I vincoli abitativi dovrebbero essere tenuti in maggiore considerazione quando si definiscono le politiche di immigrazione, anche temporanea, e si dovrebbero evitare nuove politiche che inducono la domanda, come i crediti d'imposta per l'acquisto di case, mentre le politiche esistenti dovrebbero essere riviste.
Data la minore influenza diretta del governo federale sull'offerta abitativa, si raccomanda un coordinamento intergovernativo. I finanziamenti limitati per i trasferimenti dovrebbero seguire le metriche locali di offerta di alloggi, mentre il trattamento fiscale dello sviluppo abitativo potrebbe essere riformato, consentendo a un maggior numero di progetti di essere finanziariamente fattibili. Infine, le politiche di immigrazione dovrebbero enfatizzare le competenze necessarie per costruire più alloggi".
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